Gabriela Saidon,
La storia del movimento guerrigliero urbano argentino ha suscitato molto interesse tra gli storici,
saggisti e giornalisti degli ultimi decenni. Dopo la tragica parentesi
dittatoriale che cercò di “ripulire” ideologicamente il paese attaccando la sua
memoria storica, seguendo un disegno politico-ideologico foraneo e trasferendolo
meccanicamente alla realtà argentina, la produzione storiografica ha pubblicato
una grande quantità di materiale come saggi, testimonianze, biografie,
autobiografie, ecc. Un tale sforzo, necessario e irrinunciabile, ha come
obiettivo quello di farci conoscere il passato recente dell’Argentina.
Ricordiamo per esempio, la biografia di Mario Roberto Santucho scritta da Maria Seoane, i documenti e le
testimonianze sulla guerriglia pubblicati da Roberto Baschetti, le
testimonianze di Pilar Calveiro, Emilio De Ippola, tra gli altri. L’opera di
Gabriela Saidon (Buenos Aires, 1961) si inserisce in questo filone e riesce a
ricostruire la vita di Esther Norma Arrostito, dirigente montonera e una
delle poche donne che riuscirono ad ottenere un ruolo importante nel movimento
guerrigliero argentino dell’epoca. Esther Norma Arrostito (1940-1978), meglio
conosciuta come Norma, il cui pseudonimo era Gaby, nasce in una modesta famiglia
conservatrice e antiperonista che vive nella periferia della capitale porteña.
Molti giovani dell’epoca vissero nel
periodo di repressione e proibizione del Peronismo e iniziarono la militanza
politica nel PCA. Lo abbandonarono a causa della chiusura dogmatica e del rigido
allineamento. Furono sedotti dalla Rivoluzione cubana, evento che portò ad una
rottura della sinistra politica latinoamericana per la carica di novità,
aspettative e speranze. La gioventù di Norma Arrostito è caratterizzata da una
grande curiosità intellettuale e da intense letture. È così che acquisisce una
solida formazione ideologica marxista con un supporto materialista, razionalista
e scientifico che le permette di avere una visione ampia e priva di dogmatismi
della realtà. Dopo l’abbandono della militanza nel PC, va a Cuba per ricevere
istruzione guerrigliera e si lega a quelli che saranno i suoi compagni di
lotta: Fernando Abal Medina, Mario Eduardo Firmenich e Carlos Gustavo Ramus
fondatori e dirigenti dell’organizzazione dei Montoneros. Dal punto di vista
ideologico, Abal Medina, Firmenich e Ramus, così come la maggior parte dei
membri dei Montoneros, provenivano da una matrice cattolica che più tardi
riusciranno ad amalgamare e rielaborare grazie ai principi progressisti di John
William Cooke dalla sinistra del Peronismo, e da altri ideologi che
desideravano dare al Peronismo un orientamento rivoluzionario e
antireazionario. Tale avvenimento sarà di fondamentale importanza per i
Montoneros poiché intendevano rinnovare e trasformare il Peronismo. Sbagliarono
pensando che Perón avrebbe aderito a questo nuovo modo di concepire la politica
e diventare un leader propenso al cambiamento in un contesto esasperante, non
solo a causa della congiuntura politica nazionale bensì di quella internazionale.
Dall’esilio, Perón utilizzò e manipolò le energie dei giovani per poi
delegittimarli una volta stabilitosi per la terza volta al potere. Inoltre, il
Partido Justicialista era circondato da un gruppo di estremisti di destra che
avevano come riferimento un losco figuro come López Rega. Questi settori avrebbero
neutralizzato brutalmente l'ala sinistra attraverso pratiche terroristiche e
assassine come la tristemente famosa “Tripla A” e, dopo la morte del vecchio
leader, avrebbero gettato le basi per l’organizzazione del colpo di stato
militare. Norma Arrostito entrò nei Montoneros per scelta e per convinzione e
presto l’avrebbe unita anche un vincolo sentimentale con Fernando Abal Medina.
Partecipò a tutta la fase organizzativa del movimento fino al battesimo di
fuoco e l’apparizione nello scenario politico argentino dopo il sequestro,
giudizio sommario ed esecuzione del ex dittatore Pedro Eugenio Aramburu nel
©Luis Dapelo, 2007.
©Traduzione
italiana di Giovanna Ferrando, 2007.